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MASTRO CRISTOFORO ZEFIRANO
Mastro Cristoforo Zefirano prestò la sua opera principalmente presso la corte dei Bentivoglio in Bologna sul finire del 1400 e, cioè all’inizio del Rinascimento, con diverse qualifiche come si addiceva agli ‘ ingegni ‘ dell’epoca.
Viene indicato con la qualifica di Ingegnere, Cuoco e Giullare.
E non deve apparire strano che il suo ingegno gli permettesse di approntare ‘ macchine ‘ di divertimento, piatti sopraffini o spiritosi indovinelli per gli ospiti presenti nella Domus Magna di Giovanni II Bentivoglio durante le rinomatissime feste che vi si tenevano.
Ma lo Zefirano deve la sua fama imperitura alla sua abilità di Cuoco. Fu infatti l’approntatore e il divulgatore delle "Tagliatelle " .
La leggenda narra che le Tagliatelle gli sarebbero state ispirate dalla visione dei biondi, folti capelli di una Monna importante ed influente.
Secondo alcuni ci si riferirebbe a Monna Ginevra Sforza, consorte del Bentivoglio. Secondo altri fu Monna Lucrezia Borgia.
La giovanissima Monna in questione sarebbe transitata in Bologna per recarsi a trovare il Duca Alfonso I° D’Este che, tempo dopo, sarebbe divenuto suo consorte.
Alla realizzazione del ‘ piatto‘ -
Il Cristoforo indica come suoi collaboratori tali: Mastro Franco, Mastro Lino e Mastro Giuseppe che, a vario titolo, conducevano la rinomatissima < Ostaria dei Rossi > sita all’angolo tra Via dei Bocchi e via delle Donzelle; praticamente al centro dell’operosa città di Bologna in quei primi anni del Rinascimento.
Quello che la Storiografia Uffiziale disconosce è l'operato -
Ma queste son già altre istorie da raccontar sottovoce, tra amici e a... buio fatto.....