Combriccola del Basilisco

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 Danneggiar una via o inzaccherare l' Inquisitore ?        
 
 Il bando è inchiodato all’interno dell’ostaria della Lepre.
 Cinque monete d’argento a chi farà catturare e consegnare al boia colui che ha danneggiato
 la strada per il borgo del Castellaccio
 Lo sbirro Gnagno grugnisce, disgustato, alla mia domanda di frate.       
 Quello, dice, è il bando del  Vandino dei Kemler, Giudice dell’Inquisizione in Bologna

 Il Marco dei Bazzi, commerciante, osserva che non fu saggio passare con la carrozza in una
 ampia vasca ricolma di acqua limacciosa e fango per non perder tempo ad aggirarla.
 Gnagno dice, che la carrozza, con tiro a due, vi rimase impantanata, minacciando, poi, di
 ribaltarsi.

 Quelle vasche son frequentate dai cinghiali per combattere il caldo e i parassiti. 
 E gli animali con gli zoccoli e i loro escrementi rendono il fango tenace.       
 Di cinghiali ve ne sono molti che il casato dei Kemler organizza nella sua tenuta del
 Castellacio suntuose cacce per i Potenti.
 
 Gnagno afferma che fu disdicevole vedere l’importante domenicano strisciare nella brodaglia
 maleodorante per sfuggire a quella morsa tenace ed issarsi, penosamente, sul dorso di un
 cavallo di pelo grigio, offerto da un buon samaritano, che lo trasportò fuori dalla vasca.           

 Poi il Vandino, maleodorante e rabbioso, ordinò con violenza al magro segretario, 
 all’incapace vetturale, al torpido contadino e a lui - sbirro-  di estrarre la carrozza dal
 liquame. 
 E frustò ferocemente i cavalli con il risultato di far coricare la carrozza su un 
 fianco e facendola riempire di fango, alghe e liquame.
 
 Salì, allora, su un cavallo coperto di fango vomitevole e sudore per essere condotto
 immediatamente al Castellaccio.

 Lui, Gnagno, avrebbe atteso, lì, gli uomini inviati dal Castellaccio per recuperare la carrozza.

 Ma il contadino, buon samaritano, li aveva avvisati: in zona c’erano dei ladroni da strada
 ed un inzaccherato ecclesiastico doveva pur sempre valere alcune monete d’oro!!

 LuiGnagno, ed il vetturale avevano scortato, daghe sguainate, i due cavalli che avevano 
 trasportavano il Vandino dell’Inquisizione ed il suo segretario. 
      
 All'indomani fu recuperata la carrozza ed egli scoprì che qualcuno avesse ‘lavorato’ il 
 fondo della fossa dopo avervi rovesciato molto liquame di porco che aveva reso il 
 fango più puzzolente e vischioso.      
 Pareva che un buontempone si fosse adoperato, argutamente, per veder il potente 
 Vandino rivoltarsi nella broda maleodorante di sterco in fermentazione.
 Ed è evidente, quindi, che il potente inquisitore non sia molto amato dal popolino.
   
 Il commerciante di legname, Marco dei Bazzi, ridendo declama:
    << CORSI AL PALUDE, E LE CANNUCCE E ’L BRACO M’IMPIGLIAR...
           ...   SI CH’I’ CADDI >>                  

 Affermando, poi che sia un verso del quinto canto del Purgatorio di quel tal...
 Alighieri Dante!!    

 Osservando la fossa devo ammettere che il 'buontempone', pur rischiando molti
 colpi di scudiscio, l'abbia preparata bene e non abbia lasciato scampo al
 presuntuoso Vandino       
 
 Ed or siam attirati da rumori frettolosi: quattro armigeri dell’Inquisizione caricano
 su un carro una cassa rinforzata chiusa da due lucchetti.
 Il carro, guidato da due armigeri, e scortato dai quattro, s’avvia al Castellaccio. 
 Alcuni sacchi di tela grezza rimangono al suolo.
 Il Marco dei Bazzi ne raccoglie uno: una piccola moneta di rame rotola pigramente 
 al suolo, mentre lui annusa la tela con fare schifato.
 Il Marco annuncia che i sacchi hanno fatto il bagno nella fossa ripiena di quel
 liquame che è già chiamato dai buontemponi: Profumo di Vandino!

 Marco guarda verso l’arcigno torrione del Castellaccio e mi consiglia di 
 allontanarmi: coloro che non son del borgo saranno i primi ad essere fermati!
 << Altro che scherzo goliardico per veder il Vandino vestito di sterco di porco!- 
 dice e con rapido saluto s'allontana sul suo mulo.
 Pur non avendo ben compreso m'industrio a seguir il suo consiglio! 

 Appena fuori il borgo trovo un birocciaio dai capelli bianchissimi  che mi offre un 
 passaggio verso la lontana Bologna. 
 Dietro la panchetta, tra la paglia profumata, c’è un uomo dall’espressione torpida
 che potrebbe assomigliar al buon samaritano contadino che ieri si dette da fare per
 trascinar il Vandino fuori dalla carrozza e.... dentro lo sterco.  
 Ecco, son divenuto malizioso ed infido e ciò mi obbligherà a lunghe penitenze!

 E' il birocciaio che, infine, cedendo alle mie petulanti domande che sunteggia:
 Uno: la fossa è stata allargata e approfondita ben conoscendo il tragitto del 
 Vandino  e con il letame di porco si sia reso il fango più tenace.  

 Due: conoscendo la protervia del Giudice egli avrebbe dato ordine al vetturale
 d’attraversare quell’infido ostacolo.                                  

 Tre: la presenza del contadino che aveva di fatto salvato il Vandino.
 Buon samaritano, poi scomparso  per non farsi requisire il cavallo, ma non
 pretendendo giusta ricompensa dal ricco prelato.  

 Quattro: solo il segretario con i suoi registri, potrà scoprire se qualcuno si sia
  ‘preso’..un  giusto risarcimento per il lavoro svolto.

 Osservò che ciò si potrebbe definir un furto con l’aggravante dello "scasso" poichè
 i sacchi eran, sicuramente, nascosti in uno scomparto della carrozza.
 
 Lui scuote la testa e mi suggerisce che potremmo parlar di ‘sostituzione’, essendo 
 ben risaputo che le monete d'oro temano lo sterco acido e corrosivo!

 Il birocciaio chiude l’argomentazione asserendo che il Vandino non sia molto
 amato dal popolino forse perché è un arrogante Inquisitore….
 Cosa usuale, nevvero?  
 Ed io, povero frate, nulla ho da aggiungere e comincio le mie penitenze.
 Alla fine di ogni giro di rosario il birocciaio tuona un < AMEN > sonoro.
     
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